UN CENNO BIOGRAFICO E UNA TESTIMONIANZA
Nato nel 1886 a Gragnano in provincia di Napoli, Barbato s'inserì con immediata personalità ed autonomia nella Scuola Napoletana come esponente tra i più aperti dell'ultima generazione dell'Ottocento.
Il suo ruolo - anche per quanto riguarda la larghissima estensione di esso nel nostro secolo fino al 1968 (anno della sua morte a Napoli) - merita più diretti studi per la notevole fertilità esplorativa e morfologica, che distaccarono presto di netto la pittura di Barbato dagli schemi locali.
Allievo di Vincenzo Volpe, di Michele Cammarano e di Paolo Vetri, si diplomò in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1908. Nel 1910 si diplomò anche in decorazione: Nello stesso anno vinse due viaggi di istruzione a Venezia e una borsa di studio per la decorazione pittorica. Dal 1914 al 1956 insegnò ininterrottamente disegno in varie scuole governative.
Dalla bibliografia di Barbato estrapoliamo - quasi a simbolo - una sola testimonianza, non fosse altro che per richiamare anni lontani: nei quali la posizione evoluta e a se stante del pittore napoletano veniva ancora una volta rilevata e confermata.
La testimonianza, di qualche decennio fa, è di Carlo Barbieri: il maggior critico d'arte militante (ma diciamo pure l'unico di primo piano) che abbia avuto Napoli nell'ultima parte della sua vicenda culturale prima della stasi.
Ecco dunque un breve brano di Barbieri, per lunghissimi anni critico d'arte di un quotidiano - "Il Mattino" - che aveva avuto una tradizione culturale di prestigio e non poco significativa per quanto riguarda l'affermazione della pittura meridionale: " Vincenzo Barbato dimostra di non restar fermo al traguardo già conquistato. Egli irrompe con cuore sempre giovane nel più segreto spazio del colore moderno, contraendo con raro magistero il segno originariamente descrittivo in pura sostanza plastica ed in pura scarnificata sintesi. Così egli avvince la composizione in un ritmo balzante, con un che di primaverile nell'animazione della pennellata rapida e perfetta".
(dal catalogo della Mostra di Vincenzo Barbato a Milano nel "Centro Cultura e Costume" nel 1976, a cura di Paolo Perrone Burali d'Arezzo)
Nella mostra milanese del 1976, il notissimo critico Marco Valsecchi, accostò Vincenzo Barbato ai Nabis di Francia.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Paolo Perrone "LA PITTURA DI VINCENZO BARBATO" - E.D.A.R.T. 1970
PICCOLA MONOGRAFIA / CATALOGO
Monografia/catalogo curata da Paolo Perrone Burali d'Arezzo (Nuove Edizioni Culturali / Milano) per la mostra di Milano al "Centro Cultura e Costume" nel maggio 1976 e per la mostra di Firenze al "Centro Culturale Alberto Viviani" nell'ottobre dello stesso anno.
Giovanni De Caro "VINCENZO BARBATO"
Collana "Pittori del nostro tempo" AGAR - Napoli 1963
Pagina del catalogo per LA MOSTRA DI BARBATO A ROMA - 1978
PER I DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA
CULTURA E COSTUME / "VITALITA' DEL FIGURATIVO"
La rivista milanese "Cultura e Costume", (N.E.C. - Milano Ottobre 1976) dedica la copertina a Vincenzo Barbato, in occasione del lancio dell'importante mostra a Milano "VITALITÀ' DEL FIGURATIVO" / Ciclo delle Regioni, col Patrocinio del Comune di Milano
Catalogo della MOSTRA "VITALITA' del FIGURATIVO"
Milano, Centro d'arte "CULTURA E COSTUME"
dal 28 ottobre al 20 novembre 1976
PRESENZE IN CATALOGHI STORICI

